Miti e leggende

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Il corniolo duro, venerato e longevo

Il legno di corniolo, pianta molto diffusa sul monte Ida, nei pressi della città di Troia,fu utilizzato per costruire il cavallo di “Troia”.

Il colore rosso tipico del legno di corniolo sembra sia legato alle gocce di sangue scaturite dai rami spezzati da Enea, approdato in Tracia, nel suo viaggio verso l’Italia, durante un atto propiziatorio fatto nel luogo di sepoltura di Polidoro, figlio di Priamo.

Da Ovidio si apprende che al tempo di Saturnio le corniole erano cibo per uomini, mentre Omero nell’Odissea racconta che la maga Circe nutriva gli uomini da lei trasformati in porci con frutti di corniolo.

L’asta scagliata da Romolo verso il Palatino per impossessarsene era di corniolo. Il giavellotto si conficcò nel terreno tanto da non poter essere più estratta e a lungo andare generò dei germogli diventando un grosso albero, venerato per molte generazioni dai romani. Per questo episodio nell’antica Roma, un giavellotto di corniolo lanciato in un campo nemico significava immediatamente ostilità.

Per la sua nota longevità, il corniolo era frequentemente usato per segnare i confini delle proprietà boschive.